Cronaca di una trasferta – Reggio Emilia Torneo del Tricolore
Ponte sulla A14 a Reggio Emilia

Cronaca di una trasferta – Reggio Emilia Torneo del Tricolore

Cronaca

Ci ritroviamo a Fidenza poco fuori dal casello per la merenda babbyona: Lambrusco, Malvasia, formaggi, affettati e gnocco fritto. Tutto il necessario per un riscaldamento in puro stile old. Finita la, ahimè, breve parentesi mangereccia puntiamo alla volta di Reggio nell’Emilia, la tana degli Old Becks che ci ospiteranno per il Torneo del Tricolore.

Il Reggio gioca in Eccellenza e si vede. Il campo principale in erba (il secondo è in sintetico) è perfetto sembra un giardino all’inglese ed è quasi un peccato calpestarlo.

Il tempo di una birra per combattere la calura di una splendida giornata di sole ed è ora di cambiarci.

Ai Babbyoni, grazie a Luca, si uniscono alcuni ragazzi che in mattinata hanno giocato a touch.

Abbiamo l’onore di aprire il torneo incontrando i padroni di casa; la partita si mette bene per noi Babbyoni, siamo subito pronti; un’ottima difesa ci permette di guadagnare terreno anche senza palla. Giochiamo tutta la partita nel campo avversario ma, complice anche una caparbia difesa reggiana, non riusciamo a portare la palla oltre la linea di meta. Finisce 0-0

Ora tocca ai T.O.R. (Trentino Old Rugby). La compagine trentina è corta con i numeri (tanto che alcuni di noi hanno da poco finito di giocare in franchigia con loro) e ne pagano il prezzo; il poco affiatamento con gli “innesti” prestati dalle altre squadre penalizza la prestazione. Dal canto nostro, anche stavolta, entriamo attenti e determinati. La partita scivola senza grossi pericoli e riusciamo due volte a portale la palla in meta. Finisce 2-0 per i Babbyoni.

La terza partita la giochiamo sul sintetico contro lo Stade Valdotain. Sarà il caldo o la fatica ma la partita viene giocata un poco sottotono da entrambe le squadre. Nel primo tempo sono i valligiani a fare qualcosa in più e complici un paio di grosse sviste arbitrali (due evidenti avanti – caldo e fatica a volte giocano brutti scherzi) si portano in vantaggio. Nel secondo tempo la situazione si capovolge; ora siamo noi a spingere. Giochiamo sempre “di là” e raggiungiamo il pareggio. Ma non ci basta e allora sul filo di lana riusciamo a mettere la palla in meta. L’arbitro, stavolta però, sostiene di aver visto chiaramente un avanti (è, invece, una palla “scoppiata” nel metterla a terra, ma… caldo e fatica a volte giocano brutti scherzi); meta annullata e chiudiamo la partita con un pareggio che ci va un po’ stretto (1-1). 

L’ultima partita ci vede in campo con il Colorno. Si dimostra subito un match equilibrato, prendiamo una meta nei primissimi minuti ma riusciamo a reagire trovando prima il pareggio e poi il vantaggio. Il Colorno schiera un gigante professionista di serie A e nazionale nell’emisfero australe (ma potrebbe essere anche un marziano rispetto a noi altri 29 in campo). Fisico e giovinezza non bastano per giocare ad alti livelli, ci vuole anche cervello. Ed il gigante in rosso dimostra di averne; consapevole della differenza qualitativa gioca per i suoi rinunciando ad incursioni, contro le quali noi Babbyoni (ma credo anche tutti gli altri old delle diverse squadre) non avremmo potuto far nulla. Serve i compagni fino a portare la squadra vicino all’area di meta e cerca il compagno  che segnerà il pareggio schiacciando in meta. Senza il suo ingresso, forse, sarebbe finita diversamente (2-2)… ma in fondo chi se ne frega; abbiamo giocato e ci siamo divertiti.

Conclusione

Stiamo migliorando e ne stiamo prendendo consapevolezza e anche i nostri avversari; ci manca ancora quella giusta dose di cinismo e cattiveria sportiva per approfittare di ogni occasione, soprattutto negli ultimi 10 metri di campo. 

Avanti: bravi! Abbiamo una mischia da una tonnellata abbondante (anche se di non soli muscoli ?) che lavora ordinatamente risultando rocciosa ed affiata. Manca qualche automatismo, nelle fasi di ripartenza e sostegno, e la cattiveria di cui sopra.

Trequarti: la velocità non è mai mancata, la trasmissione della palla è molto migliorata e quindi anche il gioco corale. Facciamo ancora troppi errori di schieramento e buchiamo troppi placcaggi, ma nel complesso risultiamo sufficientemente efficaci. Maggiore reattività e cinismo completerebbero un percorso decisamente positivo.

Special Guest:

Gennaro Zaccaro – dopo una lunga trattativa di convincimento durata almeno 25 secondi, accetta di giocare indossando i nostri calzettoni rosa. Da vero rugbista s’incazza col fratello ma lo fa sgridare dal Capitano.

Barbones Parma Touch Rugby – guai a chi pensa che il touch sia lontanissimo dal rugby; i Barbones hanno dimostrato di saper placcare meglio di tanti consumati rugbisti.

Famiglie e amici – come sempre siete stati fantastici e fantastiche. Il Rugby è uno sport bellissimo, l’avervi a bordo campo lo rende meraviglioso.

Mete: 

REGGIO 0-0

T.O.R. 0-2

Giovanni (Barbones): accetta di darci una mano solo per qualche minuto perchè provato dal torneo mattutino; rimarrà con noi tutto il pomeriggio mettendo a dura prova le difese avversarie con i suoi scatti. Un misto tra la resistenza di Hulk e la velocità di Quicksilver. MarvelBoy

Gennaro: si adatta ai nostri ritmi fino a quando in area di meta vede un pallone vagante e lo conquista schiacciandolo a terra. Come un abile generale guida la mischia a lottare su tutti i punti d’incontro. Napoleone

STADE VALDOTAIN 1-1

Luca: un po’ Barbones e un po’ Babbyone; prende la palla, evita l’avversario e corre fino in meta. E’ lui il nostro contatto con i “tuochers” con i quali ha giocato alla mattina: Doppiogiochista

COLORNO 2-2

Basket: c’è sempre quando serve; estremo capace di placcare qualsiasi cosa gli passi affianco o di volare oltre la difesa avversaria; dovremmo brevettarlo. ACME Corporation

Ollivud: ormai ci siamo abituati al miracolo dell’ubiquità: gli dai la palla qui e ricompare 50 metri più in là oltre la linea di meta. Gli avversari hanno provato a fermarlo anche chiudendo lo spazio nel campo; non sanno che per lui ci vorrebbe una NoFlyZone. RocketMan

Menzione speciale

Rickytanya: nonostante una caviglia già malconcia, gioca e si sacrifica bloccando un’incursione del 12 dei TOR… caviglia sinistra e spalla destra. Ha addosso più ghiaccio lui che la Groenlandia. Caipi-tanha

Galaxy: gioca, placca, da sostegno per tutte le partite fino a quando dopo un placcaggio finisce malamente a terra e si frattura la clavicola. Preferirebbe una badante ucraina ma gli tocca il tutore. Il Pota!

PINK SOCKS RULE

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